novità in libreria

Ieri bighellonavo in libreria, dove curiosando tra gli scaffali delle novità editoriali ho trovato un curioso volumetto che ho fatto subito mio.

Godibile già dalla copertina, completamente nera con il titolo in rilievo color arancione scuro che recita: “Storie gratuitamente tristi”.

Si tratta di una raccolta che Gaetano Zamboni, ricercatore presso La Sapienza ha compilato in anni e anni di letture di tutti i generi e di tutti gli autori.

Si va così dalla storia della lavandaia senza mani di Balzac “che con cura certosina sfregava i suoi moncherini su ricchi panni” ad autori più moderni e misconosciuti, a volte anche opere dialettali.

E’ il caso ad esempio di Amerigo Gualazzi che in pieno boom economico dell’Italia degli anni ’60 racconta la storia di un uomo che passa la vita a costruire, abbellire e rifornire con cura meticolosa e un tantino maniacale una tavernetta, dove sogna di ospitare i suoi amici in lunghe serate di divertimento. Salvo che in questo sforzo si isola dal mondo, perde la moglie e rimane senza amici. Quando la tavernetta è finalmente allestita (organizza anche una grande inaugurazione alla quale presenzia da solo e riesce perfino a mettere disordine) la solitudine si fa insopportabile e cambia città e casa.

Per finire con libri davvero di serie B, è il caso di Julian Jaynes e del suo “Z – l’orda”. Un libro di zombie (soggetto mai così di moda come negli ultimi due o tre anni) in cui un barboncino rimane fedele alla sua padrona trasformata in zombie. Questa ovviamente non provvede più a sfamarlo e il cane, incapace di procacciarsi il cibo da solo, si lascia morire di fianco alla non più umana proprietaria.

E tante altre che non vi voglio togliere il piacere di scoprire da soli.

L’amarezza di fondo lasciata dalla lettura scompare intorno alla decima storia, momento in cui si palesa l’ironia irrefrenabile che si cela dietro storie così “gratuitamente tristi”.

il lavoro dei sogni (ancora)

Faccio un mestiere che molti mi invidiano; leggo i romanzi prima della pubblicazione.

Sono io che decido cosa si pubblica e cosa no.

Amo leggere, ma in troppi amano scrivere.

Se pensate che sia un bel mestiere, nell’ultima settimana ho letto…

1.

“Crimini ad alta gradazione” di Renaldo Naselli (thriller – pg. 178). Un uomo affoga ad uno ad uno i responsabili dei suoi dispiaceri nell’alcol.

2.

“Dio non gioca a dadi” di Romeo Persepo (saggio – pg. 943). L’autore, privo di pietas, presenta e argomenta con incredibile ricchezza bibliografica alcune ipotesi sugli hobby di Dio.

3.

“L’angolo incolto” di Matteo Maragli (epica di realismo geriatrico – pg. 227). Lotta senza esclusione di colpi tra gli anziani di un centro sociale dell’Emilia e una colonia felina per il possesso di un piccolo appezzamento di terreno.

4.

“Smartrock” di Paolo Frabetti (saggio – pg. 656). Una breve ma molto completa carrellata sui più famosi gruppi rock degli anni ’70, dagli Evil Sidecar ai Cursed Roadies, dai Doghouse Livers ai Devil Anus._

5.

“Un difetto non ci fermerà” di Lucilla Semprini (romanzo – pg. 238). La incredibile e amara epopea di una persona affetta di sindrome di La Tourette che lotta per diventare presentatore del telegiornale.

favola della buonanotte

Il piccolo Antonello era un bambino povero, ma crescendo divenne bello come un principe.

“Sei bello come un principe” gli dicevano tutte le donne del quartiere e in breve Antonello, che non era brillantissimo, si convinse di essere davvero un principe.

Così, deciso a trovare fortuna, prese il cavallo buono del padre, si fece prestare un mantello riccamente decorato da un suo amico ricettatore, cinse la spada e si avviò verso il palazzo del re.

Bello com’era nessuno mise in dubbio che fosse un principe e in un batter d’occhi fu ricevuto. Sfilò in mezzo alla corte e arrivato davanti al trono disse al vecchio re: “Sono Antonello Sire, e sono venuto a chiedere la mano di vostra figlia”. Il re si fece grave in volto e gli rispose: “L’avrai, ma dovrai portarmi la testa della terribile strega che vive in mezzo al bosco”.

Antonello non ne aveva mai sentito parlare, ma non se lo fece ripetere due volte. Montò a cavallo e si diresse di corsa nel bosco. Arrivato dove i rami impedivano alla luce di passare, trovò una piccola casa in mezzo ad una radura.

“Esci strega, che ti devo tagliare la testa” annunciò ad alta voce Antonello, che di favole, storie e leggende ne aveva sentite tante e che sapeva come funzionavano. La vecchia strega usci di casa e si fermò sulla soglia asciugandosi le mani nel grembiule.

“Ahahah” rise la vecchia ” ma prima di avere la mia testa devi uccidere il terribile orco del Bosco Verdone e portarmi il suo dente d’oro”

“Eccolo” disse Antonello, che era si ingenuo ma che non amava farsi trovare impreparato, gettando il dente davanti alla soglia.

La strega lo guardò stupita e aggiunse “E dovrai indossare gli stivali del re Baolone che ogni quattro passi pestano una cacca”

“Eccoli” rispose Antonello mostrando un inguardabile puteolente calzatura.

“E mostrarmi le pelle dell’orso di Bagadadia che ha squame di serpente, pelo di lupo, resina di pino e due consumazioni gratis in ogni osteria della regione”

Antonello con fare strafottente pilotò lo sguardo della vecchia sulla pelle che copriva le sue spalle. “E prima che tu me lo chieda vecchia strega ecco anche le trenta monete d’oro che Pino, il pizzaziolo dell’inferno, tiene come fondo cassa”, aggiunse.

La vecchia entrò nella casa e ne uscì con una copia in cera della propria testa tagliata.

La diede ad Antonello e disse “Ecco qua, caro ragazzo, e salutami quell’arteriosclerotico re, ma non dirgli che è la quarantatreesima volta che manda a tagliarmi la testa, altrimenti mi tocca tornare a lavorare per vivere.”

Antonello le promise che avrebbe raccontato di un combattimento eroico, senza esclusione di colpi, con un sacco di sangue e una breve comparsata del diavolo; si baciarono e si salutarono.

Montò a cavallo e tornò a palazzo dove pochi giorni dopo sposò la principessa.

E si certo, vissero felici e contenti.

Categorie:piccole storie

compiti per il weekend

13 gennaio 2012 2 commenti

qualcuno ha messo su youtube questo bel lavoro della RAI del 1972.

Luciano Berio si interroga sulla musica e interroga i suoi colleghi dell’epoca, un caleidoscopio delle personalità musicali del 900: stockhausen, cage, nono, etc.

un boccata d’aria fresca.

dedicategli 40m, ne uscirete più ricchi.

Categorie:happyfanie

il lavoro dei sogni

11 gennaio 2012 1 commento

Faccio un mestiere che molti mi invidiano; leggo i romanzi prima della pubblicazione.

Sono io che decido cosa si pubblica e cosa no.

Amo leggere, ma in troppi amano scrivere.

Se pensate che sia un bel mestiere, nell’ultima settimana ho letto…

1.

“L’antica maledizione del Corso” di Renaldo Naselli (ice thriller – pg. 279). Un vecchio gelataio notte tempo uccide tutti i clienti che non hanno pagato con le monete contate.

2.

“Quella porca dozzina” di Fabiana Renzi (porno fantascienza – pg. 390). Un gruppo di coraggiosi astronauti dotati di mezzi ancora rudimentali si spinge ad esplorare una nuova galassia, ma il tragitto è lungo, il viaggio è noioso e quindi nel frattempo…

3.

“Piccoli pezzi, i castelli della Loira” (saggio – pg.1427). Un’altra uscita della serie “piccoli pezzi” edita dal Club degli Amici del Puzzle di Marostica. Questa volta un saggio erudito (con ricco comparto iconografico a corredo) in grado di soddisfare qualsiasi curiosità su tutti i puzzle mai prodotti che hanno per tema i castelli della Loira. Se ne sentiva il bisogno.

Categorie:piccole storie

dedicato a real time

Ascoltammo Al Green chiusi in auto per tutta la notte, con i nervi tesi pronti ad abbassarci ogni volta che passava una macchina della polizia o delle guardie giurate.

La banca avrebbe aperto solo alle sette di mattina, e noi volevamo essere i primi.Ci avevano già fregato due volte, una volta a Viareggio e una in Emilia non ricordo più dove. Questa volta non potevamo permetterci di sbagliare, altrimenti eravamo fuori dal giro.

Quando il sole incominciò a sciogliere il buio che si era accumulato nell’arco della notte, la vita invase lentamente le strade. Gli spazzini e i fornai, gli edicolanti e i camioncini che portavano i giornali, le consegne alle fiorerie, i proprietari di bar con le chiavi delle saracinesche che scivolavano di mano e ricadevano lungo la gamba attaccate alla cordicella.

Di lì a poco arrivarono anche le prime guardie giurate.

All’improvviso – come a nugoli – sciamarono dentro gli impiegati, i dirigenti e il Direttore; tutti riconoscibili a miglia di distanza come i poliziotti in borghese.

Attendemmo il segnale verde sulle porte che indicava l’apertura al pubblico della Banca.

Eravamo arrivati primi, degli altri nessuna traccia. Segnale verde. Scendemmo dall’auto. Entrammo in banca pronti a mostrare le armi, ma una voce ci sovrastò dopo pochi passi: “tutti a terra, questa è una rapina”.

Cazzo, cazzo, cazzo avevamo perso ancora. Erano riusciti ad arrivare ancora una volta prima di noi, confondendosi con gli impiegati.

Non vinceremo mai neanche una puntata di “Pazzi per la Uno Bianca” figuriamoci l’intero maledetto reality, ammesso che non ci ammazzino mentre ci proviamo.

Dedicato a Real Time e alla sua ricerca di nuovi format… una idea da miliardi chiesta con innocenza ai suoi telespettatori.

Categorie:piccole storie

solo nei migliori cinema

Si preparano ad invaderci dallo spazio… Sono feroci e innumerevoli… Non hanno un cuore e non avranno pietà… Preparatevi a respingerli o sarete condannati a nascondervi… ASTROGOTI, da febbraio al cinema.

 

Un brillante ricercatore pieno di speranze… Un mondo accademico invidioso… Finanziamenti non disponibili… Attrezzature tecniche antidiluviane… La forza di un sogno… Il film vincitore di due Golden Globe e candidato a 11 premi Oscar… IONOFORESI da marzo finalmente al cinema.

 

Un orologio senza ore… Un puzzle fatto di tessere mancanti… Una collana senza filo… Un gioco le cui regole si ricavano dalle eccezioni… Finalmente distribuito anche in Italia INUTILE il film che nessuno ha voluto andare a vedere… e voi cosa farete?

 

Si muovono nel buio… Non hanno occhi… Mirano alle vostre teste… Urlate, non vi sentiranno… Potete iniziare a tremate… PIPISTRELLI, dal 15 febbraio al cinema.

 

Gettata in mare da uomini induriti dalla fatica… Ripescata da acque profonde e custodita gelosamente… E di nuovo gettata in mare… Un destino buio e gelido che si ripete ininterrotto… ANCORA, il primo documentario di denuncia sul maltrattamento degli oggetti.

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